Illustrazione ed ordine del giorno da me presentato in occasione del decreto “Proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione”
Signor Presidente, con questo ordine del giorno ci ripetiamo, ma ci sembra doveroso farlo ed attirare, quindi, l’attenzione dell’Aula e del Governo su una questione che continua ad essere irrisolta ed anzi si aggrava ossia la sottrazione e la riduzione dell’impegno italiano nella cooperazione allo sviluppo. Questo testo, nel titolo, parla di proroga degli interventi di cooperazione e sostegno dei processi di pace; ciò farebbe pensare che l’impegno di cooperazione fosse importante e significativo in tanti Paesi che pure in questo decreto-legge vengono menzionati come destinatari di risorse e di iniziative di cooperazione quali l’Afghanistan, il Libano, i Balcani, il Darfur, l’Iraq, la Georgia e la Somalia. In realtà, i fondi che vengono destinati a questo scopo sono pochi, appena il 3,6 per cento dei 754 milioni stanziati per questo semestre e la tendenza ci dice che le cose vanno peggiorando.
Negli ultimi tre anni, il Fondo di finanziamento delle missioni è andato via via crescendo e, proporzionalmente, quanto si destina alla cooperazione allo sviluppo, nell’ambito di questi impegni, è andato via via scendendo. Tra il 2008 ed il 2011, le spese complessive per i decreti in missione sono, infatti, aumentate del 50 per cento, mentre quelle per gli interventi di cooperazione si sono ridotte del 42 per cento. Anche qui – non posso che dirlo sommariamente in questa sede -, gli interventi di cooperazione allo sviluppo non sono un plus, qualcosa di sussidiario e di secondario, ma sono un elemento fondamentale per la riuscita delle operazioni di pace, per il contributo che danno a rispondere ai bisogni essenziali delle popolazioni coinvolte e anche per la ricostruzione del tessuto civile e sociale di quei Paesi interessati.
Questo avviene sullo sfondo di una generale smobilitazione delle politiche di cooperazione con le drastiche riduzioni di fondi alla cooperazione bilaterale e anche multilaterale. Per questo noi chiediamo al Governo di impegnarsi con questo ordine del giorno ad adottare tutte le iniziative utili al reperimento dei fondi necessari a ripristinare le risorse economiche che sono state progressivamente decurtate e destinate agli interventi di cooperazione sia in Paesi nei quali siamo impegnati con missioni internazionali sia più in generale per la cooperazione bilaterale e multilaterale.
presentato da
testo di
La Camera,
premesso che:
è all’esame della Camera il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 228 del 2010 relativo alla «Proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione» che, oltre a prevedere il rinnovo delle nostre missioni militari all’estero, finanzia interventi italiani di cooperazione in zone di conflitto o «fragili» come Afghanistan, Libano, Balcani, Darfur, Iraq, Georgia o Somalia;
nonostante il titolo del decreto-legge sembri attribuire un’importanza rilevante agli interventi di cooperazione allo sviluppo nell’ambito del sostegno ai processi di pace e di stabilizzazione, in realtà i primi rappresentano solo il 3,6 per cento dei 754 milioni di euro stanziati per la prima metà del 2011;
per gli interventi di cooperazione allo sviluppo si stanziano complessivamente solo 27 milioni di euro che vanno ad aggiungersi a quanto previsto dalla Finanziaria per il 2011: di questi circa 16,7 milioni di euro sono destinati all’Afghanistan, ai sensi dell’articolo 1, mentre i restanti 10.500.000 stanziati dall’articolo 2 sono destinati a Iraq, Somalia, Myanmar, Pakistan Sudan e Libano;
rispetto all’ultimo semestre di «proroga delle missioni» le risorse per interventi di cooperazione allo sviluppo subiscono una contrazione del 10 per cento. Un anno fa, per il primo semestre del 2010 si erano stanziati 22 milioni per l’Afghanistan e 22 milioni per gli altri teatri, che allora non includevano il Myanmar. L’incidenza della componente cooperazione allo sviluppo su tutto il bilancio della missione era del 5 per cento per i primi sei mesi del 2010;
la preoccupazione aumenta se si guarda alla prospettiva di medio periodo: negli ultimi tre anni, pur essendo cresciuto complessivamente il costo dei «decreti di proroga delle missioni», l’incidenza della componente cooperazione allo sviluppo e le risorse complessive disponibili per questi interventi si è progressivamente e inevitabilmente ridotta;
è sufficiente pensare che nel 2008 il finanziamento d’iniziative di cooperazione allo sviluppo rappresentava il 9,4 per cento dell’ammontare complessivamente stanziato nel decreto-legge di rifinanziamento; nel 2009 l’incidenza della cooperazione allo sviluppo era del 6,1 per cento; nel 2010, sebbene il costo complessivo del rifinanziamento salga ad un ammontare pari ad 1,5 miliardi di euro, la percentuale degli interventi di cooperazione scende al solo 4,7 per cento; infine per la prima metà del 2011 gli oneri finanziari sono quantificati a 754 milioni di euro e i costi delle attività di cooperazione allo sviluppo incidono solo per il 3,6 per cento;
tra il 2008 e il 2011 le spese complessive per i decreti missione sono cresciute del 50 per cento, mentre quelle previste per gli interventi di cooperazione allo sviluppo sono state ridotte del 42 per cento;
gli interventi di cooperazione allo sviluppo costituiscono un elemento fondamentale ed imprescindibile per la riuscita delle operazioni di peacekeeping nelle quali il nostro Paese si trova impegnato, determinando non solo interventi volti a fronteggiare i bisogni essenziali della popolazione, ma altresì favorendo spesso la ricostituzione di un tessuto civile e sociale all’interno di paesi che si trovano in grosse crisi politiche istituzionali ed economiche;
in generale la cooperazione allo sviluppo vive un momento di crisi senza precedenti, aggravato dall’ulteriore taglio ai fondi destinati con la Finanziaria alla legge 49 del 1987, pari per il 2010 a soli 326 milioni di euro e per il 2011 a soli 179 milioni di euro,
impegna il Governo
ad adottare iniziative urgenti per il reperimento di fondi necessari a ripristinare le risorse economiche, progressivamente e sistematicamente decurtate negli ultimi due anni, destinate agli interventi di cooperazione sia in paesi nei quali siamo impegnati con missioni internazionali delle Forze armate e delle Forze di polizia sia, più in generale, volti a reintegrare le risorse complessivamente destinate al finanziamento della legge n. 49 del 1987, invertendo finalmente il drammatico trend negativo cui abbiamo assistito negli ultimi 3 anni.
9/3996-A/2.Barbi, Tempestini.
