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LIBIA: BARBI (PD), TROPPE INCOGNITE, CHIARIRLE SUBITO

23 marzo 2011
(ANSA) – ROMA, 22 MAR – La missione militare in Libia presenta troppe incognite che vanno chiarite subito per evitare che l’Italia si trovi trascinata in un’operazione che abbia obiettivi che essa non condivide, come la divisione della Libia.
E’ quanto afferma Mario Barbi, deputato ulivista del Pd e membro della commissione Esteri della Camera, in una lettera che ha inviato in casella ai suoi colleghi del Pd.
‘Una volta compiuta la scelta – scrive Barbi – è arrivato il momento di agire con prudenza e determinazione. E cercare di fare quanto non è stato fatto finora dall’incerto e irresoluto governo Berlusconi: agire e non semplicemente reagire.
Nell’interesse del bene e senza perdere di vista il nostro interesse’. Barbi sottolinea l’ambiguita’ del testo della risoluzione Onu 1973, cosi’ come la situazione sul terreno, nel senso che non e’ chiaro se ci sia una repressione da parte di Gheddafi o una guerra civile. E qui il deputato Pd pone una serie di domande: ‘Chi ha convocato il vertice di Parigi? A che titolo? Perch‚ si è svolto a Parigi? Quali decisioni sono state prese? Come è stata interpretata la risoluzione 1973? Come se ne dà attuazione? Chi coordina ovvero chi comanda le operazioni? Quale forma di collaborazione e coordinamento vi è tra i paesi partecipanti?
Perch‚ non c’era l’Unione Africana? Perch‚ l’assenza dell’Unione Africana è stata considerata ininfluente ai fini dell’implementazione della risoluzione? Perch‚ il Segretario generale della Lega Araba si è meravigliato e si è dissociato dalle operazioni militari appena 24 ore dopo il loro inizio, nonostante fosse presente al vertice di Parigi? Non aveva capito? Quali assicurazioni abbiamo che singoli paesi che fanno parte della coalizione non perseguano obiettivi diversi, quale per esempio la divisione della Libia in piú parti?’. Il rischio e’ che si crei una situazione di fatto ‘ben piú complicata di quanto oggi si immagini in cui l’Italia si troverebbe di nuovo schiacciata dalle iniziative di altri e quindi di nuovo non avrà altra scelta che accodarsi’.
‘Sarebbe bene che l’Italia, mentre partecipa alla coalizione alla qual non poteva non partecipare, e alla quale dovrebbe partecipare in modo paritario – conclude Barbi – lo facesse non nascondendo la testa sotto la sabbia ma ponendo le questioni politiche che non possono essere risolte dall’azione militare che deve muoversi ‘scrupolosamente’ nella cornice delineata dalle Nazioni Unite’. (ANSA).
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