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	<title>Mario Barbi</title>
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	<description>Deputato XVI legislatura</description>
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		<title>Mario Barbi</title>
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		<title>Altro che velleitario! Mano tesa e pugno di ferro: la grandezza di Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 10:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[L’eliminazione di Osama Bin Laden fa giustizia non soltanto del capo di Al Queda, ma anche di alcuni stereotipi su Barack Obama. Ora sarà molto più difficile di quanto non sia stato finora accusare il presidente Usa di irresolutezza e mollezza in politica estera, di mancanza di strategia e di visione per il futuro del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=585&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">L’eliminazione di Osama Bin Laden fa giustizia non soltanto del capo di Al Queda, ma anche di alcuni stereotipi su Barack Obama. Ora sarà molto più difficile di quanto non sia stato finora accusare il presidente Usa di irresolutezza e mollezza in politica estera, di mancanza di strategia e di visione per il futuro del mondo. Ora sappiamo che Obama aveva capito subito quanto fosse importante liquidare Bin Laden. E dalle reazioni del popolo americano e del resto del mondo sappiamo quanto fosse atteso e quale sollievo potesse generare l’annuncio che era stato neutralizzato l’ideatore del più grave attentato terroristico della storia.<span id="more-585"></span> Il successo dell’operazione portata a termine con audacia nel bel mezzo del Pakistan, non lontano dalla capitale, ci conferma nell’opinione che il predecessore di Obama abbia perso molto tempo e più che dedicarsi alla caccia a Bin Laden si sia gettato in una serie di guerre ideologiche (Iraq) per l’esportazione armata della democrazia e della libertà (“la difesa della libertà richiede l’avanzamento della libertàli”, Bush jr). Guerre che, oltre a lasciare sul terreno innumerevoli vittime e ad alimentare il terrorismo fondamentalista, hanno accresciuto nel mondo – in primo luogo islamico – una profonda ostilità verso gli Stati Uniti d’America. All’inizio del suo mandato, portato alla Casa Bianca da una speranza che confinava con la disperazione, Obama si è trovato a fronteggiare una crisi economica globale ed interna senza precedenti e un fortissimo anti-americanismo nel mondo, alla testa di una super-potenza ancora forte ma provata e sfiduciata. Lo ha fatto, tra l’altro, tendendo la mano all’Islam con un discorso memorabile al Cairo, nel giugno 2009, con l’obiettivo evidente di rimuovere il pregiudizio anti-americano. “America e Islam condividono medesimi principi e ideali, il senso di giustizia e di progresso, la tolleranza e la dignità dell’uomo”, disse allora Obama. E ora nel dare l’annuncio che Bin Laden era stato ucciso, Obama ha detto: “gli Stati Uniti non sono in guerra con l’Islam e non lo saranno mai”. Così tornando al discorso del Cairo, merita ricordare che Obama mise al centro del rapporto con l’Islam sette questioni da affrontare insieme che tutto indicavano tranne che un approccio rinunciatario. E ora possiamo aggiungere: tutt’altro che velleitario. La prima, guarda caso, era la lotta alla “violenza estremista” e al terrorismo di Al Quaeda. Seguivano nell’ordine: la questione palestinese, la proliferazione nucleare, la democrazia (“nessun sistema di governo deve essere imposto da una nazione ad un’altra”, disse Obama, ma nessun governante, aggiungeva, agisca contro i propri governati), libertà religiosa, diritti delle donne e sviluppo economico. Molti osservatori vi videro tante belle parole che nascondevano incertezze e mancanza di realismo. Eppure sarebbe miope non vedere oggi un qualche rapporto tra quel discorso e la perdita d’intensità e di vigore dell’anti-amoricanismo nel mondo arabo così come sarebbe ottuso non riconoscere qualche rapporto tra quel discorso e la politica di incoraggiamento dei movimenti popolari arabi contro le autocrazie e le dittature. Certo, in tutto ciò nulla è assolutamente univoco, nulla è geometricamente lineare e nulla è rigorosamente coerente. Ma il pugno di ferro che ha colpito Bin Laden ci mostra che la mano tesa non era “appeasement”, ma capacità di discernimento nella scelta degli obiettivi e dei mezzi. La strada non sarà diritta, ma non si potrà dire che Obama non abbia un’idea del traguardo: un mondo in cui si possa vivere in pace nelle diversità, ma condividendo e rispettando alcuni principi e alcune regole di fondo, quelle che ci rendono tutti appartenenti, come ricordato nel più volte citato discorso del Cairo, ad un “unico genere umano”. 02 maggio 2011</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mbarbi.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mbarbi.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mbarbi.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mbarbi.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mbarbi.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mbarbi.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mbarbi.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mbarbi.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mbarbi.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mbarbi.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mbarbi.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mbarbi.wordpress.com/585/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mbarbi.wordpress.com/585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mbarbi.wordpress.com/585/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=585&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LIBIA: BARBI (PD), TROPPE INCOGNITE, CHIARIRLE SUBITO</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 13:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 22 MAR &#8211; La missione militare in Libia presenta troppe incognite che vanno chiarite subito per evitare che l&#8217;Italia si trovi trascinata in un&#8217;operazione che abbia obiettivi che essa non condivide, come la divisione della Libia. E&#8217; quanto afferma Mario Barbi, deputato ulivista del Pd e membro della commissione Esteri della Camera, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=579&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="3" align="center">
<tbody>
<tr>
<td>(ANSA) &#8211; ROMA, 22 MAR &#8211; La missione militare in Libia presenta troppe incognite che vanno chiarite subito per evitare che l&#8217;Italia si trovi trascinata in un&#8217;operazione che abbia obiettivi che essa non condivide, come la divisione della Libia.<br />
E&#8217; quanto afferma Mario <strong><span style="color:#0000ff;"><strong>Barbi</strong></span></strong>, deputato ulivista del <strong><span style="color:#00ff00;">Pd</span></strong> e membro della commissione Esteri della Camera, in una lettera che ha inviato in casella ai suoi colleghi del <strong><span style="color:#00ff00;">Pd</span></strong>.<br />
&#8216;Una volta compiuta la scelta &#8211; scrive <strong><span style="color:#0000ff;"><strong>Barbi</strong></span></strong> &#8211; è arrivato il momento di agire con prudenza e determinazione. E cercare di fare quanto non è stato fatto finora dall&#8217;incerto e irresoluto governo Berlusconi: agire e non semplicemente reagire.<br />
Nell&#8217;interesse del bene e senza perdere di vista il nostro interesse&#8217;. <strong><span style="color:#0000ff;"><strong>Barbi</strong></span></strong> sottolinea l&#8217;ambiguita&#8217; del testo della risoluzione Onu 1973, cosi&#8217; come la situazione sul terreno, nel senso che non e&#8217; chiaro se ci sia una repressione da parte di Gheddafi o una guerra civile.        E qui il deputato <strong><span style="color:#00ff00;">Pd</span></strong> pone una serie di domande: &#8216;Chi ha convocato il vertice di Parigi? A che titolo? Perch‚ si è svolto a Parigi? Quali decisioni sono state prese? Come è stata interpretata la risoluzione 1973? Come se ne dà attuazione? Chi coordina ovvero chi comanda le operazioni? Quale forma di collaborazione e coordinamento vi è tra i paesi partecipanti?<br />
Perch‚ non c&#8217;era l&#8217;Unione Africana? Perch‚ l&#8217;assenza dell&#8217;Unione Africana è stata considerata ininfluente ai fini dell&#8217;implementazione della risoluzione? Perch‚ il Segretario generale della Lega Araba si è meravigliato e si è dissociato dalle operazioni militari appena 24 ore dopo il loro inizio, nonostante fosse presente al vertice di Parigi? Non aveva capito? Quali assicurazioni abbiamo che singoli paesi che fanno parte della coalizione non perseguano obiettivi diversi, quale per esempio la divisione della Libia in piú parti?&#8217;. Il rischio e&#8217; che si crei una situazione di fatto &#8216;ben piú complicata di quanto oggi si immagini in cui l&#8217;Italia si troverebbe di nuovo schiacciata dalle iniziative di altri e quindi di nuovo non avrà altra scelta che accodarsi&#8217;.<br />
&#8216;Sarebbe bene che l&#8217;Italia, mentre partecipa alla coalizione alla qual non poteva non partecipare, e alla quale dovrebbe partecipare in modo paritario &#8211; conclude <strong><span style="color:#0000ff;"><strong>Barbi</strong></span></strong> &#8211; lo facesse non nascondendo la testa sotto la sabbia ma ponendo le questioni politiche che non possono essere risolte dall&#8217;azione militare che deve muoversi &#8216;scrupolosamente&#8217; nella cornice delineata dalle Nazioni Unite&#8217;. (ANSA).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Torino: Barbi (PD) &#8220;le primarie fanno bene al Pd e al centrosinistra.&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 15:22:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è da augurarsi che il successo senza se e senza ma delle primarie di Torino ponga fine al dibattito autolesionsita sulla loro &#8220;correzione&#8221;, termine usato nel Pd da coloro che vorrebbero archiviare questo metodo di selezione competitiva e popolare dei candidati alle cariche elettive. Torino è un esempio: la grande partecipazione, la lealtà del confronto tra i candidati, accompagnato dalla neutralità dell&#8217;apparato e dalla limpidezza delle regole e delle procedure, ci dicono che il Pd non dovrebbe acontentarsi di considerare le primarie un mero strumento per i casi difficili, ma dovrebbe davvero considerarle forma e sostanza della propria concezione della democrazia. Le primarie fanno bene al Pd e al centrosinistra e bisognerà farle per il candidato premier. Intanto, complimenti a Piero Fassino che ha vinto le primarie di ieri, preparandosi a diventare il prossimo sindaco di Torino, e un grazie a tutti i candidati che hanno dato una bella prova di democrazia concorrendo al successo di tutti con convinzione e con passione.&#8221;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mbarbi.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mbarbi.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mbarbi.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mbarbi.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mbarbi.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mbarbi.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mbarbi.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mbarbi.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mbarbi.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mbarbi.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mbarbi.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mbarbi.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mbarbi.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mbarbi.wordpress.com/576/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=576&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>PD: BARBI &#8220;VENDOLA RINUNCIA ALLE PRIMARIE O CANDIDA LA BINDI?&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 12:34:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La passione tutta politicista e da negoziato inter-partititico con la quale ci si è tuffati a discutere della &#8216;candidatura&#8217; avanzata da Nichi Vendola per la coalizione anti-berlusconiana mi induce a rivolgere, non so se al governatore della Puglia o al leader di Sel,una sola domanda: Vendola ha rinunciato alle primarie per la scelta del candidato-premier del centrosinistra o intende fare lo sponsor di Rosy Bindi?&#8221;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mbarbi.wordpress.com/572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mbarbi.wordpress.com/572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mbarbi.wordpress.com/572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mbarbi.wordpress.com/572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mbarbi.wordpress.com/572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mbarbi.wordpress.com/572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mbarbi.wordpress.com/572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mbarbi.wordpress.com/572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mbarbi.wordpress.com/572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mbarbi.wordpress.com/572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mbarbi.wordpress.com/572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mbarbi.wordpress.com/572/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mbarbi.wordpress.com/572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mbarbi.wordpress.com/572/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=572&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PD: BARBI, SE D&#8217;ALEMA E&#8217; CONTRO PRIMARIE LO DICA APERTAMENTE</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 15:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; (ANSA) &#8211; ROMA, 30 GEN &#8211; &#8216;Se D&#8217;Alema e&#8217; per il partito degli iscritti e contro le primarie lo dica apertamente invece di asserire cose non vere sugli Stati Uniti come quella che il voto alle primarie negli Usa e&#8217; riservato agli iscritti di partito!&#8217;: lo afferma Mario Barbi, del Pd. &#8216;Lo dico con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=568&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">(ANSA) &#8211; ROMA, 30 GEN &#8211; &#8216;Se D&#8217;Alema e&#8217; per il partito degli iscritti e contro le primarie lo dica apertamente invece di asserire cose non vere sugli Stati Uniti come quella che il voto alle primarie negli Usa e&#8217; riservato agli iscritti di partito!&#8217;: lo afferma Mario Barbi, del Pd.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8216;Lo dico con dispiacere dopo avere letto la sua intervista di oggi a Repubblica, anche se mi rendo conto che la questione puo&#8217; sembrare minore vista la situazione drammatica del Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Tuttavia, il presupposto di una &#8216;discussione serena e non ideologica&#8217; e&#8217; dire la verita&#8217; sia sulle questioni che appaiono grandi cosi&#8217; come su quelle che in questo momento possono apparire meno grandi. E&#8217; il caso delle primarie. E qui verita&#8217; vuole che per votare alle primarie negli Usa non occorra essere iscritti al partito ma semmai registrati negli albi degli elettori di quel partito (e non sempre). E comunque si tratta di &#8216;albi&#8217; nei quali ci si puo&#8217; registrare fino al momento del voto, la&#8217; dov&#8217;e&#8217; richiesto, e non e&#8217; richiesto dappertutto, in ben 35 stati, mentre in soli 16 stati e&#8217; richiesta la registrazione in una fase precedente al voto. Sul tema e&#8217; stato pubblicato un bell&#8217;articolo su &#8216;Europa&#8217; appena qualche giorno fa, a firma di Antonio Funiciello , e qualche anno fa un saggio importante sulla rivista &#8216;Italianieuropei&#8217; a firma del prof. Sergio Fabbrini&#8217;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8216;Ho l&#8217;impressione che per difendere le primarie oggi, e con esse una chiara idea di democrazia bipolare e maggioritaria, occorra prima di tutto proteggerle &#8211; conclude &#8211; dai loro autoproclamati salvatori&#8217;. (ANSA).</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mbarbi.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mbarbi.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mbarbi.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mbarbi.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mbarbi.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mbarbi.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mbarbi.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mbarbi.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mbarbi.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mbarbi.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mbarbi.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mbarbi.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mbarbi.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mbarbi.wordpress.com/568/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=568&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>PRIMARIE: NAPOLI; BARBI, CHIAREZZA E NON COMMISSARIAMENTO INUTILI I PROCESSI SOMMARI, PIUTTOSTO TASK FORCE DI ESPERTI (ANSA)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 18:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il commissariamento del Pd napoletano e&#8217; sbagliato, cosi&#8217; come lo sono i &#8216;giudizi sommari&#8217; sulle primarie svolte. Lo dice Mario Barbi, deputato ulivista del Pd, secondo il quale Bersani avrebbe dovuto mandare una task force di esperti a chiarire le eventuali irregolarita&#8217;. &#8216;Giudizi sommari non servono &#8211; ha dichiarato Barbi &#8211; azzerare tutto sarebbe controproducente. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=565&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commissariamento del Pd napoletano e&#8217; sbagliato, cosi&#8217; come lo sono i &#8216;giudizi sommari&#8217; sulle primarie svolte. Lo dice Mario Barbi, deputato ulivista del Pd, secondo il quale Bersani avrebbe dovuto mandare una task force di esperti a chiarire le eventuali irregolarita&#8217;.</p>
<p>&#8216;Giudizi sommari non servono &#8211; ha dichiarato Barbi &#8211; azzerare tutto sarebbe controproducente. Se il Pd nazionale vuole aiutare Napoli mandi una task-force di personalita&#8217; autorevoli ed esperte per assistere i garanti nella disamina dello svolgimento delle primarie cosi&#8217; da potere accertare se vi siano state e quali siano state le eventuli irregolarita&#8217; di domenica scorsa&#8217;.</p>
<p>&#8216;Le regole c&#8217;erano &#8211; prosegue il parlamentare ulivista &#8211; del resto non e&#8217; la prima ma la quarta volta che si tengono primarie a Napoli: nel 2005 con l&#8217;Unione, nel 2007 per la Costituente del Pd nazionale e regionale, nel 2009 per l&#8217;elezione dei segretari nazionale e regionale del Pd e domenica scorsa per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra&#8217;.</p>
<p>&#8216;Ogni volta si e&#8217; votato in decine e decine di seggi &#8211; ricorda Barbi &#8211; e ogni volta hanno espresso il loro voto decine di migliaia di cittadini italiani e immigrati residenti. Ci sono serie storiche e precedenti per fare confronti e accertare come sono andate le cose&#8217;.</p>
<p>&#8216;Quale e&#8217; &#8211; si domanda &#8211; l&#8217;eccezionalita&#8217; di domenica scorsa? Tutto dovrebbe essere chiarito in modo pubblico e in modo specifico: con tabelle di dati, verbali ed elenchi. E non in modo sommario con un commissariamento politico del partito napoletano. Un commissario, tra l&#8217;altro, che e&#8217; certo uomo colto e garbato &#8211; conclude Barbi &#8211; ma che e&#8217; gia&#8217; oberato di incarichi parlamentari e di partito che gli lascerebbero ben poco tempo per occuparsi in modo adeguato della vicenda napoletana&#8217;.</p>
<p>(ANSA).</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mbarbi.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mbarbi.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mbarbi.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mbarbi.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mbarbi.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mbarbi.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mbarbi.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mbarbi.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mbarbi.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mbarbi.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mbarbi.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mbarbi.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mbarbi.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mbarbi.wordpress.com/565/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=565&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>PD: BARBI, A NAPOLI DICHIARI FALLIMENTO E CHIUDA (ANSA)</title>
		<link>http://mbarbi.wordpress.com/2011/01/27/pd-barbi-a-napoli-dichiari-fallimento-e-chiuda-ansa/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 12:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8216;Se il Pd non e&#8217; in grado di organizzare e svolgere primarie regolari a Napoli e nemmeno di tenervi un&#8217;Assemblea farebbe meglio a dichiarare fallimento e portare i libri in tribunale&#8217;: lo afferma Mario Barbi (Pd). &#8216;Che Napoli (e per la verita&#8217; non unicamente Napoli) fosse teatro di iscrizioni allegre e di un&#8217;applicazione lasca delle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=561&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">&#8216;Se il Pd non e&#8217; in grado di organizzare e svolgere primarie regolari a Napoli e nemmeno di tenervi un&#8217;Assemblea farebbe meglio a dichiarare fallimento e portare i libri in tribunale&#8217;: lo afferma Mario Barbi (Pd).</p>
<p style="text-align:justify;">&#8216;Che Napoli (e per la verita&#8217; non unicamente Napoli) fosse teatro di iscrizioni allegre e di un&#8217;applicazione lasca delle regole di voto era cosa nota da tempo ai vertici del partito locale e nazionale. Mi chiedo, se fosse esatto quanto oggi si pontifica ex-post da tribune che paiono indiscutibili, che cosa sia stato fatto ex-ante per porvi rimedio. E mi chiedo anche se ci sarebbero state le stesse reazioni nel caso di un risultato meno inatteso. Ma come sempre, naturalmente, non mi aspetto risposta&#8217;, conclude. (ANSA).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mbarbi.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mbarbi.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mbarbi.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mbarbi.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mbarbi.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mbarbi.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mbarbi.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mbarbi.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mbarbi.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mbarbi.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mbarbi.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mbarbi.wordpress.com/561/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mbarbi.wordpress.com/561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mbarbi.wordpress.com/561/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=561&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Illustrazione ed ordine del giorno  da me presentato in occasione del decreto &#8220;Proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione&#8221;</title>
		<link>http://mbarbi.wordpress.com/2011/01/25/illustrazione-ed-ordine-del-giorno-da-me-presentato-in-occasione-del-decreto-proroga-degli-interventi-di-cooperazione-allo-sviluppo-e-a-sostegno-dei-processi-di-pace-e-di-stabilizzazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 10:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[parlamento]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Signor Presidente, con questo ordine del giorno ci ripetiamo, ma ci sembra doveroso farlo ed attirare, quindi, l&#8217;attenzione dell&#8217;Aula e del Governo su una questione che continua ad essere irrisolta ed anzi si aggrava ossia la sottrazione e la riduzione dell&#8217;impegno italiano nella cooperazione allo sviluppo. Questo testo, nel titolo, parla di proroga degli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=559&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Signor Presidente, con questo ordine del giorno ci ripetiamo, ma ci sembra doveroso farlo ed attirare, quindi, l&#8217;attenzione dell&#8217;Aula e del Governo su una questione che continua ad essere irrisolta ed anzi si aggrava ossia la sottrazione e la riduzione dell&#8217;impegno italiano nella cooperazione allo sviluppo. <span id="more-559"></span>Questo testo, nel titolo, parla di proroga degli interventi di cooperazione e sostegno dei processi di pace; ciò farebbe pensare che l&#8217;impegno di cooperazione fosse importante e significativo in tanti Paesi che pure in questo decreto-legge vengono menzionati come destinatari di risorse e di iniziative di cooperazione quali l&#8217;Afghanistan, il Libano, i Balcani, il Darfur, l&#8217;Iraq, la Georgia e la Somalia. In realtà, i fondi che vengono destinati a questo scopo sono pochi, appena il 3,6 per cento dei 754 milioni stanziati per questo semestre e la tendenza ci dice che le cose vanno peggiorando.<br />
Negli ultimi tre anni, il Fondo di finanziamento delle missioni è andato via via crescendo e, proporzionalmente, quanto si destina alla cooperazione allo sviluppo, nell&#8217;ambito di questi impegni, è andato via via scendendo. Tra il 2008 ed il 2011, le spese complessive per i decreti in missione sono, infatti, aumentate del 50 per cento, mentre quelle per gli interventi di cooperazione si sono ridotte del 42 per cento. Anche qui &#8211; non posso che dirlo sommariamente in questa sede -, gli interventi di cooperazione allo sviluppo non sono un <em>plus</em>, qualcosa di sussidiario e di secondario, ma sono un elemento fondamentale per la riuscita delle operazioni di pace, per il contributo che danno a rispondere ai bisogni essenziali delle popolazioni coinvolte e anche per la ricostruzione del tessuto civile e sociale di quei Paesi interessati.<br />
Questo avviene sullo sfondo di una generale smobilitazione delle politiche di cooperazione con le drastiche riduzioni di fondi alla cooperazione bilaterale e anche multilaterale. Per questo noi chiediamo al Governo di impegnarsi con questo ordine del giorno ad adottare tutte le iniziative utili al reperimento dei fondi necessari a ripristinare le risorse economiche che sono state progressivamente decurtate e destinate agli interventi di cooperazione sia in Paesi nei quali siamo impegnati con missioni internazionali sia più in generale per la cooperazione bilaterale e multilaterale.</p>
<div style="text-align:center;">
<div style="text-align:center;">Ordine del Giorno 9/3996-A/2</div>
<p>presentato da</p>
<div>MARIO BARBI</div>
<p>testo di</p>
<div>martedì 25 gennaio 2011, seduta n.423</div>
</div>
<p>La Camera,<br />
premesso che:<br />
è all&#8217;esame della Camera il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 228 del 2010 relativo alla «Proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione» che, oltre a prevedere il rinnovo delle nostre missioni militari all&#8217;estero, finanzia interventi italiani di cooperazione in zone di conflitto o «fragili» come Afghanistan, Libano, Balcani, Darfur, Iraq, Georgia o Somalia;<br />
nonostante il titolo del decreto-legge sembri attribuire un&#8217;importanza rilevante agli interventi di cooperazione allo sviluppo nell&#8217;ambito del sostegno ai processi di pace e di stabilizzazione, in realtà i primi rappresentano solo il 3,6 per cento dei 754 milioni di euro stanziati per la prima metà del 2011;<br />
per gli interventi di cooperazione allo sviluppo si stanziano complessivamente solo 27 milioni di euro che vanno ad aggiungersi a quanto previsto dalla Finanziaria per il 2011: di questi circa 16,7 milioni di euro sono destinati all&#8217;Afghanistan, ai sensi dell&#8217;articolo 1, mentre i restanti 10.500.000 stanziati dall&#8217;articolo 2 sono destinati a Iraq, Somalia, Myanmar, Pakistan Sudan e Libano;<br />
rispetto all&#8217;ultimo semestre di «proroga delle missioni» le risorse per interventi di cooperazione allo sviluppo subiscono una contrazione del 10 per cento. Un anno fa, per il primo semestre del 2010 si erano stanziati 22 milioni per l&#8217;Afghanistan e 22 milioni per gli altri teatri, che allora non includevano il Myanmar. L&#8217;incidenza della componente cooperazione allo sviluppo su tutto il bilancio della missione era del 5 per cento per i primi sei mesi del 2010;<br />
la preoccupazione aumenta se si guarda alla prospettiva di medio periodo: negli ultimi tre anni, pur essendo cresciuto complessivamente il costo dei «decreti di proroga delle missioni», l&#8217;incidenza della componente cooperazione allo sviluppo e le risorse complessive disponibili per questi interventi si è progressivamente e inevitabilmente ridotta;<br />
è sufficiente pensare che nel 2008 il finanziamento d&#8217;iniziative di cooperazione allo sviluppo rappresentava il 9,4 per cento dell&#8217;ammontare complessivamente stanziato nel decreto-legge di rifinanziamento; nel 2009 l&#8217;incidenza della cooperazione allo sviluppo era del 6,1 per cento; nel 2010, sebbene il costo complessivo del rifinanziamento salga ad un ammontare pari ad 1,5 miliardi di euro, la percentuale degli interventi di cooperazione scende al solo 4,7 per cento; infine per la prima metà del 2011 gli oneri finanziari sono quantificati a 754 milioni di euro e i costi delle attività di cooperazione allo sviluppo incidono solo per il 3,6 per cento;<br />
tra il 2008 e il 2011 le spese complessive per i decreti missione sono cresciute del 50 per cento, mentre quelle previste per gli interventi di cooperazione allo sviluppo sono state ridotte del 42 per cento;<br />
gli interventi di cooperazione allo sviluppo costituiscono un elemento fondamentale ed imprescindibile per la riuscita delle operazioni di <em>peacekeeping</em> nelle quali il nostro Paese si trova impegnato, determinando non solo interventi volti a fronteggiare i bisogni essenziali della popolazione, ma altresì favorendo spesso la ricostituzione di un tessuto civile e sociale all&#8217;interno di paesi che si trovano in grosse crisi politiche istituzionali ed economiche;<br />
in generale la cooperazione allo sviluppo vive un momento di crisi senza precedenti, aggravato dall&#8217;ulteriore taglio ai fondi destinati con la Finanziaria alla legge 49 del 1987, pari per il 2010 a soli 326 milioni di euro e per il 2011 a soli 179 milioni di euro,</p>
<p style="text-align:center;">impegna il Governo</p>
<p>ad adottare iniziative urgenti per il reperimento di fondi necessari a ripristinare le risorse economiche, progressivamente e sistematicamente decurtate negli ultimi due anni, destinate agli interventi di cooperazione sia in paesi nei quali siamo impegnati con missioni internazionali delle Forze armate e delle Forze di polizia sia, più in generale, volti a reintegrare le risorse complessivamente destinate al finanziamento della legge n. 49 del 1987, invertendo finalmente il drammatico <em>trend</em> negativo cui abbiamo assistito negli ultimi 3 anni.<br />
9/3996-A/<strong>2</strong>.Barbi, Tempestini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervento in merito alla proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia (A.C. 3996-A)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 16:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[parlamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Signor Presidente, avviamo oggi l&#8217;esame del provvedimento che, con rituale cadenza semestrale, autorizza il rifinanziamento, per i prossimi sei mesi, della partecipazione italiana alle missioni internazionali in cui siamo impegnati in diverse parti del mondo. Per l&#8217;esattezza, il decreto-legge reca un titolo lunghissimo: proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=556&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Signor Presidente, avviamo oggi l&#8217;esame del provvedimento che, con rituale cadenza semestrale, autorizza il rifinanziamento, per i prossimi sei mesi, della partecipazione italiana alle missioni internazionali in cui siamo impegnati in diverse parti del mondo. Per l&#8217;esattezza, il decreto-legge reca un titolo lunghissimo: proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia. Il titolo induce in errore; gli interventi di cooperazione sono una minima parte e da tempo parte decrescente degli interventi finanziati. E su questo ritornerò.<span id="more-556"></span> Nel corso dell&#8217;esame congiunto in Commissioni esteri e difesa è emerso, con chiarezza, non per la prima volta, ma in modo particolarmente netto questa volta &#8211; il collega Rugghia lo ricordava -, come il presente strumento del decreto-legge semestrale sia sempre più inadatto a trattare, con il dovuto rilievo e con il necessario approfondimento politico, le questioni strategiche e le connesse scelte di politica estera sottese alla partecipazione ed al finanziamento o rifinanziamento delle missioni di pace e di stabilizzazione a carattere militare, civile, di cooperazione, in cui siamo impegnati.<br />
È emerso nelle Commissioni come l&#8217;impianto normativo del decreto-legge, che tratta separatamente le questioni della cooperazione, per quel poco che è, e le questioni militari, favorisca una trattazione disgiunta, burocratica ed amministrativa di questioni che invece dovrebbero essere trattate congiuntamente per aree geopolitiche di intervento, facendo il bilancio di quanto si è fatto e decidendo caso per caso gli aggiustamenti necessari, le eventuali revisioni, le indispensabili integrazioni e il bilanciamento delle componenti civile, militare e di aiuto che qualificano i diversi interventi e questo con il concorso del Parlamento. Di questa visione, di questo respiro non c&#8217;è traccia né nel testo &#8211; e questo sarebbe anche comprensibile &#8211; né nella presentazione del testo che fa il Governo e questo è meno comprensibile. Eppure nel decreto-legge missioni è racchiuso un impegno imponente per nostro Paese. Nel primo semestre del 2011 si dispone l&#8217;impiego all&#8217;estero di 8.537 unità di personale militare e civile, per una spesa di 754 milioni e 300 mila euro, in leggero aumento rispetto al semestre precedente. I dati sono stati ricordati. Il confronto tra i due semestri rispetto alle quantità di personale e di risorse finanziarie ci dà un quadro, ancorché sommario, di cosa cambia nel nostro impegno. Vorrei farlo questo quadro: si intensifica l&#8217;impegno in Afghanistan che ormai assorbe oltre la metà delle risorse di uomini e mezzi; tende a dimezzarsi l&#8217;impegno nei Balcani in ambito NATO, mentre va verso la conclusione la missione UE <em>Althea</em> in Bosnia; vi è una lieve riduzione delle spese per <em>UNIFIL</em> in Libano a cui andrebbero anche concettualmente associate per una riflessione congiunta sul Medio Oriente le missioni nei territori palestinesi. Resta cospicuo l&#8217;impegno nelle acque del Mediterraneo con la NATO, <em>Active Endeavour</em> missione per il contrasto della terrorismo internazionale. Si quadruplica la spesa della missione italo-libica per contrastare l&#8217;immigrazione clandestina da due a otto milioni; resta assai importante l&#8217;azione di contrasto alla pirateria dinanzi alle coste somale in ambito sia NATO <em>Ocean Shield</em> che Unione europea, <em>Atalanta</em>, così come permane di una certa importanza l&#8217;impegno in ambito NATO per l&#8217;addestramento delle forze di sicurezza irachene. Restano poi più o meno stabili presidi quantitativamente modesti, ma in aree politicamente importanti del continente africano, in Somalia con l&#8217;Unione europea, in Darfur con l&#8217;ONU, in Congo con l&#8217;Unione europea. Questo è il quadro, non esaustivo, su cui si dovrebbe ragionare e riflettere.<br />
Da tempo noi del Partito Democratico, e per la verità non solo noi, proponiamo che le missioni in cui l&#8217;Italia è impegnata all&#8217;estero siano finanziate da un fondo adeguato iscritto a bilancio in modo permanente e che il loro svolgimento sia disciplinato da una cornice normativa stabile che consenta, da un lato il finanziamento annuale e, dall&#8217;altro la discussione politico-strategica in una apposita sessione parlamentare. Non lo chiediamo soltanto noi, lo raccomandano anche esperti autorevoli, ad esempio gli enti internazionalistici che in un recente rapporto redatto per il Parlamento avanzano una serie di raccomandazioni di cui il Governo e noi stessi potremmo utilmente tener conto per cercare di conseguire o di avvicinarci al conseguimento di obiettivi fondamentali quali la coerenza tra missioni e priorità della nostra politica estera; l&#8217;efficacia della presenza militare e la definizione di una strategia nazionale per la gestione civile delle crisi; la sostenibilità degli impegni finanziari nonché l&#8217;integrazione e un rapporto proporzionato tra le componenti militari, civili e di aiuto nelle diverse missioni. I suggerimenti e le idee non mancano. In attesa del meglio, che non ci stanchiamo comunque di perseguire, abbiamo tuttavia cercato di sollecitare il Governo a presentare una sua valutazione politica sulle varie aree di intervento in cui ci troviamo ad operare e non abbiamo fatto mancare in sede referente il nostro contributo. Purtroppo ci siamo trovati davanti ad un atteggiamento del Governo che abbiamo trovato refrattario a ritenere che il decreto-legge missioni sia l&#8217;occasione, la più importante di cui disponiamo per un dibattito di politica estera e sulla nostra politica estera, come pure è stato sempre sostenuto anche dai relatori per la maggioranza, in passato.<br />
Anziché discutere delle priorità strategiche e politiche, rappresentanti del Governo hanno sostenuto senza arrossire &#8211; lo dico &#8211; che il decreto-legge missioni è un mero atto amministrativo di ricopertura di decisioni già assunte e che in altre sedi e in altri momenti andrebbero sottoposte ad una valutazione di merito. Noi non siamo d&#8217;accordo e ci dispiace che il Governo non abbia voluto cogliere le sollecitazioni che gli venivano dal nostro e anche da altri gruppi di opposizione. Ci dispiace anche che la maggioranza o quanto ne resta abbia sostanzialmente snobbato ed eluso il dibattito in Commissione.<br />
Voglio ripeterlo: noi riteniamo che non si dovrebbe disgiungere la discussione finanziaria, di cui il decreto missioni è la base normativa, da quella politica, che sarebbe da lasciare a non si sa quali altre sedi. Le due dimensioni, politica e finanziaria, andrebbero viste congiuntamente nella sede parlamentare propria, che è questa, cioè quella della decisione legislativa. Questo purtroppo non avviene nel modo dovuto.<br />
La scorsa settimana abbiamo ascoltato in Aula il Ministro della difesa, che ci ha informato sulle circostanze tragiche in cui è caduto in Afghanistan il caporalmaggiore Luca Sanna, appena due settimane dopo la morte di un altro militare italiano. Tuttavia la risposta alle domande sul senso della missione, che inevitabilmente sorgono a fronte di eventi luttuosi e dolorosi, viene appena accennata, appare un po&#8217; scontata e retorica e gli approfondimenti sono rinviati ad un altro momento. È il cane che si morde la coda.<br />
Sempre la scorsa settimana, nelle Commissione esteri di Camera e Senato abbiamo ascoltato un&#8217;informativa del Ministro degli affari esteri sulla situazione in Tunisia dopo la caduta del regime di Ben Alì. Anche qui si sono affacciati dubbi sulla lungimiranza di una politica di lunga data che ha privilegiato la stabilità, senza vedere o senza capire che sullo sfondo vi era una società in sofferenza per la corruzione dilagante ed il soffocamento di libertà elementari. Ma anche qui le possibilità di una riflessione e di una disamina critica delle nostre scelte di politica estera restano limitate ed insufficienti, mentre mai come ora dovremmo interrogarci e trarre conseguenze da quanto sta accadendo sulla sponda sud del Mediterraneo, dove sono in affanno crescente i regimi moderati filoccidentali, più o meno laici, più o meno autoritari, e dove i fermenti di società in cui la crescita economica non tiene il passo con la forte crescita demografica preludono a cambiamenti che non potranno essere contenuti a lungo nelle maglie strette e repressive di quelle che qualcuno ha chiamato benevolmente democrazie dinastiche, con l&#8217;accento che andrebbe messo più sulla seconda che sulla prima parte della locuzione.<br />
Ma degli scenari inediti che si preparano, dei rischi che si corrono, della crescita del fondamentalismo, dell&#8217;intolleranza religiosa e del terrorismo, delle nostre incertezze e del clamoroso fallimento europeo dell&#8217;Unione del Mediterraneo (di cui peraltro il decreto prevede il finanziamento del segretariato) si parla appena e quando se ne parla non si sa con quali effetti e con quale ruolo politico attivo del Parlamento.<br />
Ora la nostra attenzione è attirata o dovrebbe essere attirata anche dai tumulti che esplodono in Albania, Paese in cui fortissimo è l&#8217;impegno italiano. Cosa sta succedendo? In quel Paese, tra l&#8217;altro, noi siamo impegnati oltre che con l&#8217;Unione europea e la NATO, in una missione bilaterale di addestramento delle forze di polizia albanesi, con 57 esperti per una spesa di circa 3 milioni e mezzo di euro in questo semestre, oltre ad una missione di esperti &#8211; diciotto, per 650 mila euro di spesa &#8211; che collaborano con i militari albanesi per la riorganizzazione delle loro Forze armate.<br />
È un esempio tratto dall&#8217;attualità di una delle tante questioni che il decreto missioni porterebbe a sollevare e ad approfondire e che invece restano affogate in una somma di articoli e di commi che sembrano tutti uguali. Perciò le osservazioni di merito che ora vorrei svolgere non potranno essere altro che parziali e incomplete, e soprattutto non potranno fare molto di più che sollevare interrogativi, rivolgere al Governo richieste di informazioni e di valutazioni.<br />
A grandi linee noi condividiamo, nonostante tutto, le scelte di fondo compiute, non da oggi e non solo da questo Governo, che stanno a monte del decreto, ma ciò non toglie che vi siano punti in cui la nostra opinione è molto critica e in cui poniamo domande che attendono risposte puntuali. La cooperazione: la nostra opinione è che se ne faccia poca e che dovrebbe essere più chiaro il rapporto di integrazione e coerenza fra cooperazione e componenti civili e militari delle missioni di pace, sia nelle zone di conflitto come Afghanistan o Somalia, sia nelle zone «fragili» come Libano, Balcani, Darfur, Iraq, Georgia, Myanmar, Pakistan, Sudan. È appena il caso di ricordare che gli interventi di cooperazione allo sviluppo costituiscono un elemento fondamentale per la riuscita delle operazioni di pace in cui siamo impegnati, determinando sia interventi per fronteggiare i bisogni essenziali della popolazione sia favorendo la ricostruzione di un tessuto civile e sociale di Paesi che vivono grandi crisi politiche, istituzionali ed economiche.<br />
Purtroppo, però, in linea con la sistematica e più generale opera di distruzione &#8211; non trovo altra parola &#8211; del nostro sistema di cooperazione, che più volte abbiamo denunciato, di tale consapevolezza non vi è traccia.<br />
Nonostante il titolo del decreto-legge in oggetto sembri attribuire un&#8217;importanza rilevante agli interventi di cooperazione allo sviluppo nell&#8217;ambito del sostegno ai processi di pace, in realtà, questi rappresentano solo il 3,6 per cento dei 754 milioni di euro stanziati per la prima metà del 2011. Rispetto all&#8217;ultimo semestre, gli interventi di cooperazione si riducono del 10 per cento. La preoccupazione aumenta se si guarda alla prospettiva di medio periodo: nel 2008, il finanziamento di iniziative di cooperazione allo sviluppo rappresentava il 9,4 per cento dell&#8217;ammontare stanziato nel decreto-legge di rifinanziamento; nel 2009, l&#8217;incidenza era del 6,1 per cento; nel 2010, scende a solo il 4,7 per cento.<br />
In sintesi, tra il 2008 e il 2011, le spese complessive per i decreti missioni sono cresciute del 50 per cento, mentre quelle previste per gli interventi di cooperazione in quel contesto sono state ridotte del 42 per cento.<br />
Alcune proposte emendative hanno mitigato gli effetti negativi del provvedimento in discussione, in relazione a quel po&#8217; di cooperazione che ancora viene realizzata, consentendo il ricorso ad esperti e l&#8217;utilizzo di risorse stanziate, ma non ancora spese, che rischiavano di andare perse. Ma è la direzione ad essere del tutto sbagliata.<br />
Con riferimento ai Balcani &#8211; lo accennavo già -, il provvedimento in oggetto prevede una sensibile riduzione della nostra presenza in termini di uomini e di risorse: in particolare, in Bosnia Erzegovina, dove le risorse per la missione <em>Althea</em>passeranno da 10 milioni a 150 mila euro (si passerà, quindi, da 172 a 5 uomini). A questo, si aggiunge la riduzione già operata nel Kosovo dal precedente provvedimento.<br />
Si tratta, è vero, di scelte conseguenti a decisioni approvate in sede NATO e in sede di Unione europea, che sottendono una valutazione complessivamente positiva dei progressi compiuti nell&#8217;area verso lo Stato di diritto e la democratizzazione, in un quadro di pacificazione interetnica e avvicinamento all&#8217;Unione europea. Naturalmente ce ne rallegriamo, tuttavia, non possiamo non vedere come la situazione politica resti instabile e potenzialmente pericolosa sia in Bosnia che nel Kosovo, ed ora anche in Albania. Visto l&#8217;interesse speciale del nostro Paese per la stabilità e il progresso di tutta l&#8217;area dei Balcani, il ridotto impegno militare dovrebbe, a nostro avviso, essere almeno compensato e sostenuto da una più accentuata iniziativa politica e di cooperazione, mettendo a disposizione più risorse e prestando un&#8217;attenzione politico-diplomatica ancora più decisa in quest&#8217;area. Non a caso, l&#8217;Italia figura tra i Paesi che, da sempre, sostengono il processo di avvicinamento dei Paesi dei Balcani all&#8217;Unione europea. È nostro interesse, oltre che nostro dovere, adottare ogni iniziativa utile per rafforzare l&#8217;iniziativa politico-diplomatica nell&#8217;area, anche assicurando che la presenza internazionale non scenda al di sotto dei livelli minimi necessari ad evitare l&#8217;inasprirsi delle tensioni che ancora permangono.<br />
Con riferimento all&#8217;Africa subsahariana, al Sudan e alla Somalia, la domanda che rivolgo al Governo è se ci stiamo occupando a sufficienza di questi Paesi africani e di questa regione, nel nostro interesse e nell&#8217;interesse della comunità internazionale. È nota la critica situazione del Sudan, ricco di petrolio e materie prime, che ora è alle prese con gli effetti del referendum sulla separazione del sud cristiano ed animista dal nord musulmano. I colloqui recenti, che dovevano assicurare una separazione consensuale del sud e lo statuto della regione di Abyei, non hanno dato i risultati sperati. Il referendum è stato accompagnato da violenze e, nel Darfur, la situazione si è ulteriormente deteriorata.<br />
L&#8217;Italia fa, tuttavia, parte dei cinque Paesi che dovrebbero assicurare l&#8217;attuazione del Comprehensive peace agreement del 2005, che avrebbe dovuto porre fine agli oltre venti anni di guerra civile. Al momento, dopo i drastici tagli alla cooperazione bilaterale, l&#8217;Italia mantiene &#8211; è stato ricordato &#8211; un&#8217;esigua presenza di tre unità in Darfur, nell&#8217;ambito della missione ONU <em>Unamid</em>.<br />
C&#8217;è da chiedersi se stiamo facendo le scelte giuste, in sede internazionale e in ambito europeo, per fare valere la credibilità, che tutte le parti ci riconoscono, in ragione del comportamento equilibrato ed attento avuto verso tutte le parti belligeranti, e se stiamo facendo ciò che dobbiamo e possiamo fare per dare il contributo che potremmo dare. Io mi permetto di dubitarne.</p>
<p style="text-align:justify;">Sulla Somalia la situazione è ancora più critica. Il Governo legittimo controlla una parte sempre più esigua del territorio, e neanche tutta Mogadiscio, grazie alla forza internazionale sostenuta dall&#8217;ONU e messa in piedi dall&#8217;Unione africana <em>(Amisom)</em>. In questo quadro ci sarebbe bisogno di una forte iniziativa europea e l&#8217;Italia è forse l&#8217;unico Paese, per la sua esperienza passata e presente, che potrebbe premere per questa iniziativa e assumerne la guida. Mi chiedo cosa l&#8217;Italia stia facendo in questo senso, se stia facendo abbastanza, a partire dalla istituzione di un rappresentante speciale dell&#8217;Unione europea per la Somalia. Certo, presidiamo le acque a largo della Somalia per contrastare la pirateria, stanziamo qualche euro proprio con questo decreto per la cooperazione in Somalia, teniamo rapporti stretti con il Governo somalo legittimo, come testimonia la visita della scorsa settimana a Roma, ma tutto questo basta? È questo tutto quello che dobbiamo e possiamo fare? Noi, intanto, avevamo proposto &#8211; è una cosa minima &#8211; di promuovere con la cooperazione una conferenza regionale della società civile della Somalia e dei Paesi confinanti. C&#8217;è stato detto che, per opportunità, era meglio aspettare gli imminenti incontri politici con il Governo somalo. Ora gli incontri ci sono stati. Con quale risultato? Ce lo chiediamo.<br />
Infine l&#8217;Afghanistan. Ricordavo prima le più recenti informative del Ministro della difesa sugli ultimi due caduti italiani, che dall&#8217;inizio della missione hanno ormai raggiunto quota trentasei. È ormai evidente che siamo dinanzi ad una intensificazione degli scontri armati in cui sono coinvolti i nostri militari nelle province in cui sono direttamente presenti e, in generale, nella regione occidentale affidata al comando italiano. Ritorna, quindi, giustamente, la domanda sul senso della nostra presenza in Afghanistan. Certo, a questa domanda non si può rispondere con leggerezza. Noi continuiamo a pensare che l&#8217;Italia debba mantenere rigorosamente gli impegni che sono stati assunti con gli alleati in sede NATO e che non debba compiere scelte unilaterali. Certo, deve contribuire a definire la strategia. E continuiamo a pensare che un Afghanistan stabilizzato, non fondamentalista e governato dagli afgani in un contesto regionale di cooperazione e di fiducia reciproca sia interesse dell&#8217;Italia come dei suoi alleati europei e di oltre Atlantico. Quell&#8217;obiettivo deve essere raggiunto, però, ed apparire raggiungibile. Ed è su questo che il Governo deve dirci come stanno le cose, come vanno le cose.<br />
Tutti ci chiediamo se l&#8217;intensificarsi delle azioni belliche, in cui anche i nostri militari sono coinvolti, sia effettivamente un segno di debolezza e di reazione difensiva di insorti esposti ad una pressione crescente delle forze alleate e ci chiediamo se, quindi, conseguentemente, stia avendo successo la strategia di controinsurrezione e di afganizzazione del conflitto del generale Petraeus. I rapporti degli esperti ci dicono che le Forze alleate hanno avviato una vasta azione per prendere il controllo stabile delle zone più popolate dell&#8217;Afghanistan e che si moltiplicano le operazioni speciali per colpire i vertici degli insorti, mentre dà risultati l&#8217;attenzione prestata alla popolazione civile perché non resti vittima di azioni militari cieche e indiscriminate. Gli effetti e i contraccolpi di questa azione si fanno sentire anche nel quadrante a comando italiano.<br />
Ma a che punto è il processo politico e negoziale? Questa è l&#8217;altra domanda. Le elezioni legislative del 18 settembre 2010 non sembrano avere contribuito in modo definitivo alla stabilizzazione del quadro politico. L&#8217;annuncio del Presidente Karzai dell&#8217;apertura in questi giorni del nuovo Parlamento resta ipotecato dai ricorsi sulle irregolarità del procedimento elettorale su cui dovrà pronunciarsi una commissione di inchiesta. Ma il punto tuttora critico della missione resta il rapporto tra il rafforzamento immediato, ora, dell&#8217;impegno militare e civile ispirato a quella strategia di approccio globale che punta a stabilizzare l&#8217;Afghanistan con l&#8217;intervento militare e la ricostruzione civile e istituzionale, e l&#8217;individuazione di quel termine, a compimento della <em>exit strategy,</em> entro il quale sia possibile concludere la missione e ritirare le forze combattenti dall&#8217;Afghanistan. Se dapprima il Presidente Obama aveva annunciato la metà di quest&#8217;anno come data per l&#8217;inizio del ritiro, poi al vertice NATO di Lisbona del novembre scorso è stato indicato il 2014 come obiettivo per il ritiro delle truppe di combattimento della missione <em>ISAF</em>, scadenza, come sottolineato da parte statunitense, da intendersi in maniera flessibile a seconda dei rapporti di forza sul campo. Il Presidente Obama ha quindi escluso ogni ipotesi di abbandono dell&#8217;Afghanistan a se stesso anche dopo tale data e a ribadito che, sino a quando Al Qaeda rappresenterà una minaccia, nel Paese centro-asiatico verrà mantenuta un&#8217;efficiente struttura di controterrorismo.<br />
Chiedo ora al Governo se confermi essere questo il quadro in cui ci muoviamo e gli chiedo, soprattutto, quali siano i progressi del processo politico e negoziale che dovrebbe condurre ad una soluzione politica della crisi afgana. Soluzione che rappresenta il fine ultimo della contro- insurrezione. Insomma, chiedo a che punto sia la transizione, il processo di trasferimento agli afgani del controllo dello Stato e del Paese.<br />
Credo che il Parlamento, così come tutta l&#8217;opinione pubblica abbia il diritto di sapere a che cosa dobbiamo prepararci in Afghanistan. Credo anche, infine, che un impegno così gravoso in termini di vite umane, in luoghi così lontani geograficamente e culturalmente, potremo sostenerlo a condizione che vi sia chiarezza di obiettivi e la consapevolezza che è in gioco l&#8217;interesse nazionale sia in relazione alla nostra sicurezza che alla nostra affidabilità verso gli alleati. Ma ciò non basta, occorre che il senso del dovere che sorregge l&#8217;impegno dei nostri militari, dei nostri funzionari civili e dei nostri cooperatori, sia sostenuto da un Governo all&#8217;altezza di questi nostri concittadini che servono la nazione con disciplina ed onore, al di fuori dei confini dello Stato.<br />
Il dubbio è lecito in ciascun cittadino italiano, chi deve dare risposte invece, anziché dubitare, è il Governo, a partire dal Presidente del Consiglio. Un Governo all&#8217;altezza di chi serve la nazione in Afghanistan, dedica al buon andamento delle nostre missioni internazionali tutto il tempo necessario senza farsi distrarre da questioni private; soprattutto, un Governo all&#8217;altezza dà il buon esempio, a partire dal Presidente del Consiglio; soprattutto, dà con il suo comportamento, quell&#8217;esempio di disciplina e di onore che è richiesto al nostro personale militare e civile in situazioni di crisi e di conflitto. Spiace constatare che proprio quell&#8217;esempio manca e che è il Governo, il capo del Governo, ad indebolire la considerazione del nostro Paese nel mondo e a rendere quindi le missioni all&#8217;estero più complicate, ma anche più importanti che mai, perché gli italiani che vi sono impegnati ora, oltre a rendere un servizio alla pace, rendono un eccezionale servizio al buon nome e all&#8217;immagine del nostro Paese. L&#8217;Italia ne ha bisogno<em>(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)</em>.</p>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;line-height:18px;font-size:12px;"><br />
</span></div>
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		<title>Pd, Barbi a Veltroni: serve piu&#8217; coraggio su riforme e primarie</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 11:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Roma, 22 GEN (Il Velino) &#8211; &#8220;Del discorso di Veltroni mi ha convinto l&#8217;orizzonte di governo e in particolare l&#8217;indicazione per l&#8217;Italia della drastica riduzione del debito pubblico e dell&#8217;impegno per il rilancio dell&#8217;Europa politica come priorita&#8217; assolute di un programma riformatore. Ho trovato invece debole le riforme istituzionali prospettate come necessarie per inquadrare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mbarbi.wordpress.com&amp;blog=5506885&amp;post=553&amp;subd=mbarbi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Roma, 22 GEN (Il Velino) &#8211; &#8220;Del discorso di Veltroni mi ha convinto l&#8217;orizzonte di governo e in particolare l&#8217;indicazione per l&#8217;Italia della drastica riduzione del debito pubblico e dell&#8217;impegno per il rilancio dell&#8217;Europa politica come priorita&#8217; assolute di un programma riformatore.</p>
<p>Ho trovato invece debole le riforme istituzionali prospettate come necessarie per inquadrare l&#8217;attuazione di un programma di governo tanto ambizioso: avrei voluto che avesse il coraggio di usare la parola presidenzialismo e mi avrebbe fatto piacere sentire anche la parola primarie che, invece, non ha pronunciato. Non credo infine che ci si possa fare illusioni su governi di scopo o di unita&#8217; nazionale che facciano seguito a dimissioni moralmente dovute ma politicamente improbabili di Berlusconi. Credo che il Pd dovrebbe chiedere le elezioni&#8221;</p>
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